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Democrazia

La democrazia è il sistema politico in cui, almeno giuridicamente, la sovranità appartiene a tutti i cittadini. Si dice democrazia diretta se il potere legislativo appartiene a tutto il popolo. Si dice democrazia indiretta, o rappresentativa, quando il potere legislativo è delegato a una o più assemblee di rappresentanti eletti con suffragio universale nelle quali risiede il potere legislativo, che controlla il potere esecutivo. Quest’ultima forma, teorizzata e propugnata da Montequieu e Russeau, ha prevalso nell’Europa occidentale dopo la rivoluzione francese. Colata a picco in Europa dopo la prima guerra Mondiale, sommersa dal fascismo, dal comunismo, dal nazismo è riemersa con l’aiuto determinante degli Stati Uniti d’America con il crollo dei regimi totalitari nazista e fascista dopo la loro sconfitta nella Seconda guerra mondiale e del comunismo trent’anni dopo con il crollo del “muro di Berlino”. Tutte le classi dirigenti dell’Europa considerano gli Stati Uniti d’America i porta bandiera, i vessilliferi della democrazia e, come al tempo delle colonizzazioni nei continenti extra-europei i missionari della Chiesa diffondevano il Cristianesimo con la croce e con la spada, nella seconda metà del secolo scorso è sorto un movimento internazionale delle potenze euro-democratiche per l’esportazione della democrazia ai paesi orientati diversamente con aggressioni militari, giustificate da interventi umanitari in difesa dei diritti dell’uomo, cloroformizzando i loro popoli con martellanti campagne guerrafondaie attraverso i mezzi di comunicazione di massa, che operano al loro servizio allo scopo di attuare la più vergognosa disinformazione, produrre il consenso ai loro crimini, presentati come mezzi di difesa della libertà e della democrazia. Constatato l’esito fallimentare delle loro imprese belliche. La consorteria dei potenti della terra ha elaborato una new strategy: utilizzare il grimaldello delle opposizioni interne ai regimi autoritari, che avevano sostenuto fino al giorno prima, in quanto garanti dei loro profitti, per non essere spiazzati da movimenti indipendenti dal loro controllo. Le primavere arabe sono l’effetto di questa nuova strategia: la rivolta popolare spodesta Ben Ali in Tunisina; spodesta Mu’àmmar Gheddafi in Libia, con il sostegno militare e logistico di Francia e Italia, spodesta Hosni Mubarak in Egitto e l’Egitto è uno stato chiave nello scacchiere del Medio-Oriente, per cui la sua struttura politica è di capitale importanza per quell’area geo-politica. Deposto Mubarak dall’esercito per la assecondare la massiccia sollevazione popolare contro la dittatura che reclama libertà e democrazia, si addiviene a elezioni democratiche del Parlamento e del Presidente. Le elezioni, che si sono svolte regolarmente, come attestato da osservatori stranieri, hanno dato come risultato l’elezione a Presidente della Repubblica il professor Muhàmmad Morsi e un Parlamento con una maggioranza costituita dai partiti di caratura ideologica islamica. In democrazia chi vince, anche di un solo voto, ha il diritto di governare e la minoranza, fosse anche per un solo voto, ha il diritto di fare opposizione, di fare le pulci alla maggioranza di governo e di prepararsi il consenso alle elezioni successive per subentrare alla maggioranza di governo in carica, dopo avere vinto le elezioni, conquistando la maggioranza dei suffragi nella competizione elettorale. Così avrebbero dovuto andare le cose in Egitto, ma tutti sanno, grazie ai mass media, quello che è successo: Morsi, il primo presidente dell’Egitto, eletto democraticamente è stato deposto dall’esercito con un colpo di stato militare e tenuto agli arresti domiciliari, per i gravi tumulti della minoranza laico-copta, la quale, invece di accettare il responso delle urne, probabilmente manovrata dall’estero, è scesa in piazza, minacciando la guerra civile; il Parlamento, democraticamente eletto, dalla maggioranza del popolo egiziano è stato sciolto; la Costituzione, approvata dai rappresentanti del popolo, è stata abolita. Ci troviamo di fronte a una vera e propria dittatura della minoranza, che ha preso in mano le leve del potere, esautorando i detentori di esso legittimati dal suffragio popolare. Ci si aspetterebbe che i vessilliferi della democrazia mondiale chiedano a gran voce il ripristino in Egitto della legalità democratica, conquistata dopo sessanta anni di dittatura militare, che il presidente Morsi sia rimesso al suo posto di primo magistrato dello Stato, che il Parlamento liberamente eletto dal popolo egiziano, venga riconvocato e che gli autori del golpe, il sacrilego attentato alla democrazia nascente dell’Egitto, vengano arrestati e processati. Questo è quello che chiedono i rappresentanti della maggioranza, che ha vinto le elezioni, protestando pacificamente nelle piazze del Paese, mentre la minoranza sostiene la dittatura militare che sta dietro il governo fantoccio, che ha usurpato le funzioni presidenziali di Morsi, legittimato dal metodo democratico del suffragio universale, introdotto in Egitto dopo la caduta della dittatura di Mubarak e del governo dei rappresentati eletti democraticamente dal popolo. Allora dove è l’“internazionalismo democratico”?
Viene spontaneo porsi la domanda, a fronte di quanto succede in Egitto: Ma è veramente “democrazia” il sistema che governa le cosiddette “Democrazie occidentali”? Tutti coloro che credono sinceramente e onestamente nei valori della democrazia, che si fonda sul consenso della maggioranza del popolo, dovrebbero manifestare insistentemente per sollecitare i loro governi a fare pressioni diplomatiche sugli autori del Golpe, minacciando anche sanzioni economiche, affinché cessi immediatamente il gravissimo vulnus inferto alla DEMOCRAZIA e venga ripristinata la legalità democratica. Se i governi non lo faranno perderanno credibilità democratica, mettendo in luce la loro natura, da più parti denunciata, di comitati d’affari del potere economico-finanziario usurocratico mondiale e di moderna garanzia politica di conservazione del capitale nelle mani di chi ce l’ha. Speriamo di sbagliarci.

N.° 179

Shawwàl 1434
Agosto 2013

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