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Gli Uomini Al Ḥàǧǧ

Questo precetto, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, annuncia nel Sublime Corano di aver dato al profeta Ibrāhīm, su lui la pace, istituisce il Pellegrinaggio, che è il quinto pilastro dell’Islàm, al compimento del quale ogni musulmano che ne abbia la possibilità è tenuto almeno una volta nella vita. Fonti di pratica e di dottrina dell’Islàm sono il Sublime Corano e la Sunna del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, per cui, doverosamente si riportano le ayāt del Corano e detti del Profeta relativi al Pellegrinaggio, di cui questo Messaggero descrive i luoghi dove esso si svolge nell’ultimo mese dell’Egira e dell’evento, di fondamentale importanza nella storia dell’umanità, il Messaggero spiega l’origine della calendarizzazione. Il Pellegrinaggio del Profeta fu occasione della Khùtba dell’Addio, quasi Testamento Spirituale e Sintesi dell’Islàm. La commemorazione dell’obbedienza di Abramo e Ismaele è celebrata con il sacrificio, che provoca le proteste degli animalisti, per la loro ignoranza della fisiologia del dolore, di cui viene data spiegazione e spiegata anche la bontà del miele e l’origine islamofobica della parola melanzana. C’è l’interessante contributo del fratello Ichām su “La retta via”, un pensiero dell’Imàm al-Ghazali sul Ḥàǧǧ e la continuazione dal numero precedente di Giaculatorie.

AUGURIO AI PELLEGRINI
Ḥàggiun Mabrūr
o Ospiti del Sommamente Misericordioso,
ché per un ḥàgg mabrùr
non c’è altra ricompensa
che il Paradiso!

N.° 180

Dhu-l-Hìggiah 1434
Ottobre 2013

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