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Lo Spirito
Del Pellegrinaggio

Dice Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce** nel Sublime Corano:
“Ibrāhīm (Abramo) fu messo alla prova dal suo Signore con delle parole e dopo che egli (Abramo) le ebbe messe in pratica, (Allàh) disse: “Farò di te un modello per gli uomini’’. Chiese (Abramo): “E per la mia discendenza?’’. (Allàh) rispose: “Il mio impegno non vale nei confronti dei trasgressori [cioè nei confronti dei tuoi discendenti che non rispetteranno i Miei Comandamenti]’’. (124)

Noi facemmo della Casa (la nobile Ka’bah) un luogo di ritiro e un asilo per gli uomini; ed essi presero come luogo di adorazione il punto dove Abramo si era fermato (presso la nobile Ka’ba). Noi stabilimmo un patto con Ibrāhīm (Abramo) e Ismā’īl (Ismaele) [ordinando ai due]: “Purificate la Casa (la nobile Kà’bah) per quelli che girano attorno a essa, fanno ritiro spirituale, si inchinano e si prosternano.(125)
Ibrāhīm (Abramo) implorò: “Signore mio, fa’ che questo territorio sia sicuro e provvedi ai suoi abitanti, a quelli di loro che crederanno in Allàh e nel giorno del giudizio, con della frutta!”.Disse (in risposta Allàh): “A quelli che non crederanno, concederò di godersela per poco e poi li costringerò al castigo del fuoco!’’. Che pessimo finale!(126)
Ibrāhīm (Abramo) ed Ismā’īl (Ismaele) costruirono, (partendo) dalle fondamenta della Casa (la nobile Kà’bah), poi essi due invocarono: ‘‘Signor nostro, accetta da noi! In verità, Tu sei l’Audiente (Colui che tutto ode) lo Sciente (Colui che tutto sa).(127)
Signore nostro, fa’ due musulmani a Te [a devoti che adorano solamente Te] di noi e fa’ che nella nostra discendenza vi sia una comunità a Te musulmana. [a Te devota che adora solamente Te]. Mostraci i nostri riti e accogli il pentimento nostro. In verità Tu sei al-Tawwāb (Colui che accoglie il pentimento) al-Raḥīm (il Clementissimo). (128)
Signor nostro, suscita in mezzo a loro un Apostolo, di tra loro, che reciti loro i Tuoi segni e insegni loro il Libro, la Sapienza e, infine, li purifichi. In verità, Tu sei al-’azīz (il Possente), al-Ḥakīm (il Sapiente)”. (129)
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Nel Sublime Corano, il Suo Autore, cioè Allàh** racconta del profeta Ibrāhīm, su lui la pace, di come egli, grazie all’illuminazione di Allàh, il Quale guida alla Sua lucer chi Egli vuole, si sia reso conto dell’assurdità dell’adorazione degli idoli, praticata dalla sua gente di come egli abbia fatto presente tale assurdità a suo padre, Azar, il quale era un fabbricante di idoli.
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Nel Sublime Corano, il Suo Autore, cioè Allàh** racconta del profeta Ibrāhīm, su lui la pace, di come egli dopo avere distrutto gli idoli minori del tempio, lasciandone ritto, soltanto il Dio padre, mise alle strette i sacerdoti, che gli chiedevano se fosse stato lui ad abbattere gli idoli degli dei minori, dicendo loro di chiederlo a quello che era ancora in piedi. I sacerdoti, resisi conto che sarebbero ittita la zappa sui piedi se avessero dato ragione a Ibrāhīm, incitarono il popolo a difendere i loro dei e di metterlo al rogo. Fu fatto, ma Allàh** salvò il suo prescelto dalle fiamme.
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Nel Sublime Corano, il Suo Autore, cioè Allàh** racconta del profeta Ibrāhīm, su lui la pace, di come egli risultò vincitore nel dibattito con il re.
Sei al corrente dell’episodio nel quale un uomo al quale Allàh aveva concesso di essere re disputava con Ibrāhīm (Abramo) sul suo Signore? Quando Ibrāhīm (Abramo) disse: “Il mio Signore è Colui che dà la vita e dà la morte”, disse: “Io do la vita e do la morte ’’. Allora Ibrāhīm (Abramo) disse: “Allàh fa sorgere il sole dall’oriente; tu prova a farlo sorgere dall’occidente’’. Restò senza parole colui che rifiutava di credere. Allàh non guida i trasgressori.(258)
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La fede di Ibrāhīm fu il risultato di un pensiero al quale lo condusse Allàh**, il Quale lo aveva prescelto perché fosse un’eminenza tra i Suoi Apostoli. E restauratore del puro monoteismo, che per lungo tempo era stato messo in oblio dagli uomini discendenti dal MUSULMANI scesi dall’Arca con Nūḥ, (Noè) su lui la pace.
Dice Allàh** nel Sublime Corano: “Disse Ibrāhīm a suo padre Azar: “Prendi tu forse per divinità degli idoli? A me pare che tu ed il tuo popolo siate in errore manifesto”.(74) Noi gli mostrammo i regni dei cieli e della terra e ciò perchè egli fosse di coloro che hanno fede incrollabile.(75) Quando la notte lo avvolse, egli vide una stella. Disse: “Questo è il mio Signore!”. Però, quando essa tramontò, egli disse: “Io non amo quelli che tramontano’’.(76) Allorché vide sorgere la luna, egli disse: “Il mio Signore è questo (astro)!”. Però, quando essa tramontò, egli disse: “Se il mio Signore non mi avesse guidato a quest’ora sarei certamente uno del popolo dei fuorviati!”(77) Quando, infine, vide sorgere il sole, disse: “Questo è il mio Signore! Questo è il più grande!”. Ma quando anche esso tramontò, egli disse: “O popolo mio, io sono immune dal peccato che voi commettete con le vostre associazioni (di divinità fittizie ad Allàh); (78) in verità, io rivolgo il mio culto a Colui che creò i cieli e la terra, da adoratore di un’unica divinità! Io non sono uno degli associatori ad Allàh (di divinità fittizie)’.
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Dal matrimonio di Ibraḥīm, su lui la pace, con Sarah non nacquero figli per lungo tempo, per cui Ibrahīm sposò Haǧar e da essa ebbe il suo figlio unigenito Isma‹īl (Ismaele) che sarà Profeta e antenato degli Arabi, su lui la pace. Imperscrutabili sono i decreti divini per cui Allàh, poco dopo la nascita di Ismā‹il ordinò a Ibrahim di portare Hàǧar e il neo-nato nella desertica valle di Bakka nella penisola, che sarà chiamata successivamente, la Penisola Araba e di lasciarveli. Ibrahim, obbediente all’ordine di Allàh**, lo eseguì e nel lasciare la moglie e il figlioletto nel deserto, implorò Allàh** dicendo: “O Signore, fa di questo luogo una città di salvezza e preserva me e la mia discendenza dall’adorazione degli idoli, poiché essi, mio Signore, hanno messo fuori strada molta gente. Chi mi seguirà sarà dei miei e quanto ai trasgressori, Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso. O Signor nostro, io ho lasciato in una valle deserta una parte della mia discendenza presso la tua sacra Casa. O Signor nostro, possano essi eseguire il rito d’adorazione.. Metti nei cuori della gente uno spirito di affetto nei loro confronti e provvedili con molta frutta, affinché essi siano riconoscenti verso Te”. In questo modo invocò Ibrāhīm , avendo in visione la città che in quel luogo sarebbe sorta e preoccupandosi per gli abitanti di essa, riguardo alla loro esecuzione del rito di adorazione.
Ḥāǧar abbandonata con il figlioletto nella valle deserta si diede alla ricerca di acqua, per dissetarsi e provvedere al bimb: essa per vedere indizi della presenza di acqua salì su una collinetta, che sarà chiamata as-Safa e poi si diresse verso un’altra collinetta, non molto lontana, che sarà poi, chiamata Marwa. E tra queste due piccole alture corse ansiosamente, facendo avanti e indietro per sette volte. Nulla trovando, invocò la salvezza da Allàh**, per sé e per il figlioletto; e Allàh**, che risponde a chi lo invoca, quando viene invocato, rispose facendo sgorgare la fonte di Zam zam ai piedi del bambino. E la fonte di Zam zam fu assicurazione di vita per Ḥàgiar e Ismā‹īl poiché Allàh**, poiché non si muove foglia che Egli non voglia, fece giungere nella valle la tribù beduina dei Giùthum, che chiesero il permesso di stanziarsi nel luogo e di attingere alla fonte, pagando il tributo, con cui Ḥ’ǧar e Ismā‹il poterono vivere.
Allāh** ordinò la commemorazione della fede di Ḥàǧar e della sua rassegnazione fiduciosa al volere divino inserendo nei riti del Pellegrinaggio il sà‛y , cioè la settuplice corsa tra Safa e Marwa dei Pellegrini.
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Ibrāhīm ritornò nella valle di Bakka per vedere il suo bene amato figliolo, ormai ragazzo. In questa occasione venne edificata la Nobile Ka‛ba da Ibrāhīm e da Ismā‹īl su ambedue la pace e nella stessa occasione Allāh** mise Ibrāhīm a un prova suprema: gli chiese il sacrificio umano! Chiese che Ibrahim sacrificasse a Lui suo figlio. Narra Allàh**, il Testimone quant’altri mai Affidabile, nel Sublime Corano: Quando il fanciullo giunse all’età di andare con lui, disse (Ibrahim): “Figlio mio, in verità, ho visto nel sogno che ti sacrifico (ad Allàh). Guarda che cosa vedi (che io debba fare)!”.
Il sacrificio umano alle divinità era largamente praticato dai popoli di quell’area geografica e di quell’epoca, per cui il profeta Ibrāhīm non si stupì dell’ordine e, benché lo ritenesse dolorosissimo, si preparava ad eseguirlo, informandone la vittima sacrificale richiesta da Allàh, Ismā‹īl.Ismā‹īl, informato dal padre… Disse: “Padre mio, fa ciò che ti fu ordinato, mi troverai - se Allàh vuole - tra coloro che sopportano!”(102) Anche Ismā‹īl, informato dal padre della richiesta di Allàh, rispose di essere disponibile, per obbedienza ad Allàh di essere a Lui sacrificato per mano del padre.
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Padre e figlio si misero in viaggio verso il luogo dove avrebbe dovuto essere eseguito il sacrificio e Satana per ben tre volte tagliò loro la strada istigando padre e figlio alla disobbedienza, ma padre e figlio, ogni volta, lo respinsero a sassate, al grido di: “Allàhu àkbar!”.
Questi tre episodi della tentazione del Diavolo e della resistenza vittoriosa ad essa del profeta Ibrāhīm e di suo figlio, la vittima sacrificale designata, sono commemorati nei luoghi dove essi avvennero, luoghi nei quali dei pilastri rappresentano Satana, mediante il lancio di sette pietre, al grido “Allàhu àkbar!” da parte dei Pellegrini.
Dopo avere respinto i tre assalti di Satana alla loro Fede con l’invito rivolto a padre e figlio a disobbedire alla atroce richiesta di Allàh [lo spargimento da parte del padre del sangue del suo figlio unigenito], il profeta Ibrāhīm e suo figlio, su ambedue la pace, giungono al luogo del sacrificio.
E dopo che ambedue ebbero fatto islām e che lui (Ibrahim) lo gettò [gettò a terra Ismā‹īl] per terra sulla sua fronte,(103) Noi lo chiamammo: “O Ibrāhīm” (104) hai obbedito alla visione!” In verità, così Noi ricompensiamo i bene operanti.(105) In verità, questa è, certamente, l’afflizione tormentosa,(106) che Noi riscattammo con una straordinaria vittima sacrificale.(107) Lasciammo, riguardo a lui, una buona memoria nelle generazioni successive.(108) E pace su Ibrāhīm.(109) Così ricompensiamo i bene operanti(110).
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Allàh** nella Sua Onnipotenza, creò un montone perché fosse esso la vittima sacrificale in sostituzione del sacrificio umano nella persona di Ismā‹īl, su lui la pace, avendo il Profeta Ibrāhīm e suo figlio, dimostrato con la loro disponibilità a sacrificare e a essere sacrificato la pienezza della lo Fede in Allàh** fede, che si è manifestata nella loro obbedienza pronta e assoluta all’ordine di Allàh, modello di come ha da essere la Fede autentica, di chi ha il privilegio di essere Musulmano. Così tra i riti del Pellegrinaggio c’è il rito del sacrificio in commemorazione dell’evento memorabile di cui furono protagonisti, secondo il disegno di Allàh** il profeta Ibrāhīm e Ismā‹īl, su ambedue la pace, gli antenati del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il Sigillo della Profezia. Per questo il giorno 10 dell’ultimo mese dell’anno lunare, il mese dei Pellegrinaggi è il secondo giorno di Testa Solenne dell’Islàm in commemorazione del Sacrificio di Ibrāhīm; dfopo l’esecuzione del rito solenne di adorazione congregazionale della Festa i Pellegrini, e in sintonia con essi in tutto il mondo, i Musulmani eseguano il sacrificio di uno degli animali per i quali è richiesto il pagamento dell’imposta coranica [cammelli, bovini, ovini e caprini].

La Lode appartiene ad Allàh
Il Signore di tutti gli universi.

N.° 180

Dhu-l-Hìggiah 1434
Ottobre 2013

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