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Abu Hamìd al-Ghazāli
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Abū Ḥamīd al Ghazālī nacque in Persia nell’anno 450 E. [1050]. Fece i suoi studi di giurisprudenza islamica (al-fiqh) in Centri di studio e di ricerca in Persia e poi viaggiò per perfezionarsi nei maggiori centri di studio e di ricerca del mondo islamico dell’epoca. Fu nella penisola araba alla Mecca e a Medina, dove divenne un eccellente esperto in giurisprudenza della Scuola sciafi’ìta, in logica, nelle dottrine razionaliste delle scuole filosofiche del suo tempo. Fu a Baghdàd durante il regno del califfo abbaside al-Mùqtadhi (1075-1094 e.v.). L’acume giuridico e la profonda dottrina, con cui al-Ghazālī si era messo in luce nella sua attività culturale a Baghdàd, gli guadagnarono una eccellente reputazione per cui gli fu assegnata una cattedra di insegnamento teologico. Le sue sapienti e profonde lezioni gli procurarono una straordinaria rinomanza in tutta l’area del mondo islamico, sicché un grande numero di studiosi venne a Baghdàd per ascoltare la sua parola. Dopo quattro anni di insegnamento si dimise e, lasciata Baghdàd, si trasferì a Damasco ,dove visse per dieci nel più profondo isolamento dal mondo, macerandosi in pratiche sufiche. Resosi conto che l’Islàm è la via dell’equilibrio tra la spiritualità e la fisicità, che si realizza soltanto nella pratica del Sublime Corano e della Nobile Sunna, secondo gli Insegnamenti del profeta Muhàmmad* si ravvide e dal suo ravvedimento scaturì la sua opera principale dal titolo Ihyā< ’ulūmi d-Dīn (Rivivificazione delle scienze religiose). Lasciata Damasco recò in Egitto dove visitò il Cairo e Alessandria. Dall’Egitto fece ritorno in patria, richiamatovi dal Sultano Malik Shàh, e a Tabiràn, dov’era nato, morì nell’anno 505 dell’Egira, corrispondente al 1111 miladico. Un illustre pensatore poligrafo egiziano [seconda metà del XV sec. e.v.] di nome ’abdu r-Rahmàn, scrisse: “Se dopo il profeta Muhàmmad* avesse potuto esserci un altro Profeta, questo sarebbe stato, certamente, al-Ghazāli”. Numerose sono le sue opere, circa duecento, tra le quali sono notevoli quella dal titolo Kitāb tahāfut al-falāsifa (Libro dell’incoerenza dei filosofi) e Kitàāb maqāṣid al-falāsifa (Liibro dei propositi dei filosofi). In occidente le opere di al-Ghazàli - noto con il nome di Algasel - furono studiate da Ebrei e da Cristiani, i quali ne tradussero diverse in ebraico e latino.

N.° 180

Dhu-l-Hìggiah 1434
Ottobre 2013

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