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Perseveranza

Avere fede nel disegno divino, portare pazienza e non disperare. Certi eventi possono essere percepiti come negativi dalla mente umana perché essa è limitata e non ha la capacità di comprendere l’architettura del progetto di Allah nel comporre il destino di ogni Sua creatura, sia essa umana sia essa non umana e valutare di primo acchito la Saggezza di Allàh** in ciò che realizza. I periodi difficili sono momenti di verifica da parte di Allàh** della caratura della fede che in Lui ha il Suo servo. Dice Allàh nel Sublime Corano: “Crede la gente che sia sufficiente [ai fini della salvezza dal fuoco] che dicano gli uomini: “Crediamo” senza essere messi alla prova?”. Il fedele ha imparato a portare pazienza in qualsiasi situazione; ha imparato a non disperarsi; ha imparato a essere colmo di speranza, restando sempre fedele e umile nei confronti di Allah, sulla base dell’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale disse: “Quando Allàh ama un suo servo lo sottopone a dure prove e tanto grande è la ricompensa quanto grande è stata la pazienza con cui la prova è stata. Nella vita di ogni creatura umana ci sono periodi positivi e periodi negativi, Nessuna persona è sempre felice e nessuna è sempre infelice; in tutti e due i casi le condizioni di felicità o di infelicità sono prove, a cui Allah mette sottopone la Sua creatura; il musulmano verace lo sa e per questo è perseverante nella fede che nulla avviene indipendentemente dal decreto divino, il sesto articolo del credo islamico, quali che siano le circostanze in cui si trova. Nessuno ha mai ricevuto un dono più vasto e più profondo della perseveranza, disse il profeta Muhàmmad* il quale disse ancora che il Musulmano è una creatura umana eccezionale e nessuno è al suo livello. Ciò perché quando è felice loda e ringrazia Allàh e quando è messo alla prova egli pazienta con fede nella Misericordia di Allàh e Allàh lo libera dalla distretta.

Il Profeta* disse:
“La pazienza (la perseveranza) è la metà della fede”. [aṣ‑ṣàbru nìṣfu l‑īmān].

 

N.° 181

Muhàrram 1435
Novembre 2013

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