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La Sunna del giorno
della congregazione

SUNNATU YAWMI‑L‑GIUMU’AH

Il giorno della congregazione è il sesto giorno della settimana islamica, il primo giorno della quale [al‑yàumu‑l‑àḥad] corrisponde alla domenica del calendario giuliano‑gregoriano. La parola italiana domenica Domenica deriva dall’aggettivo latino “dominica”, che deriva da “dominus” che significa “padrone/signore” e che viene apposta alla parola “dies”, che in latino è femminile e che significa giorno: quindi, dies domenica, giorno del “Signore”, che sostituisce nel nome il giorno che i Romani e gli Europei idolatri e politeisti dedicavano al culto del “dio‑sole”. In inglese. Il sabato, di matrice ebraica (shabbàt) era dedicato a Saturno e tale rimane nel nome nell’inglese Saturday e la domenica era dedicata al sole (Sun‑day) e in tedesco Son‑tag. Noi musulmani italiani dovremmo imparare a sostituire alla parola “venerdì”, la parola giùmu’ah, sottintendendo yàwm (giorno), dato che il venerdì era dedica alla dea dell’amore della mitologia greco‑romana: Venere. Non, quindi, La preghiera del Venerdì, ma Il rito d’adorazione del “giùmu’ah”.
1) fare du’ā‹ (invocazioni). In un hadith viene riferito che il profeta Muhammad* disse: “Il giorno della congregazione è diviso in dodici ore: fra queste ce n’è una in cui al devoto musulmano viene esaudita qualsiasi cosa chieda; è l’ultima dopo il ‘aṣr”. Nel Ṣaḥīḥ di al‑Bukhārī in quello di Muslim è registrato un ḥadīth che ha come prima fonte Abū Hurayrah, che Allàh si compiaccia di lui ®. In quale riferì di aver udito dire dalla bocca del Profeta*: “Noi siamo gli ultimi [in senso cronologico] e saremo i primi nel giorno del Giudizio [cioè che verremo giudicati per primi nel giorno del giudizio], in quanto loro hanno ricevuto il Libro prima di noi, e noi lo abbiamo avuto dopo di loro. Questo [il giorno del giumu‛ah] inoltre era il giorno reso d’obbligo per loro, ma, mentre loro hanno avuto divergenze in proposito, Allàh** invece ci ha guidato riguardo a questo giorno. Gli altri ci seguono: gli ebrei il giorno dopo e i cristiani quello ancora successivo”.
2) recitazione salmodiata di Sūratu l‑kahf (La sura della caverna) Disse il profeta Muhammad*: “A chi fa recitazione salmodiata di Sūratu‑l‑kahf nel giorno della congregazione essa reca luce tra i due giorni della congregazione
3) ripetere sovente le richieste ad Allàh** di benedire ed esaltare il profeta Muhammad, il quale*, come riferisce una tradizione autentica, disse: “Il migliore dei giorni è il giorno della congregazione; in esso fu creato Adamo, in esso morì, in esso ci sarà il Soffio del corno che provoca la fine del mondo, e in esso ci sarà la Resurrezione. Moltiplicate senza risparmio la vostra benedizione su di me, perché io ricevo le vostre benedizioni”. Chiesero: “O Messaggero, come ricevi le nostre benedizioni, se il tuo corpo è consumato nella terra?”. Rispose: “Allàh l’Altissimo, ha proibito alla terra di decomporre i corpi dei Profeti”.
4) Fare il ghusl (abluzione maggiore), abbigliarsi con vestiti belli e puliti, lavarsi i denti e profumarsi. Fu riferito da Salmān al‑Farisiy ® che il Profeta* disse: “Se uno di voi fa il ghusl, fa l’abluzione e si profuma, e poi si reca in moschea; e quivi giunto non si intromette tra due persone, prega quello che gli é stato prescritto e ascolta l’imām quando parla, gli vengono perdonati i peccati da un giùmu’ah all’altro”.
5) andare presto alla preghiera del giùmu’ah.
6) È sconsigliato (makruh) oltrepassare le righe dei fedeli già formate per il rito di adorazione.. Abdullah bin Busr ® riferì che un uomo entrato in moschea mentre il Profeta*diceva il sermone andò a mettersi davanti agli altri fedeli che erano seduti. Una volta finito il rito il Profeta* si avvicinò all’uomo e gli chiese: “Che cosa ti ha impedito di venire a compiere il rito in congregazione con noi?”. L’uomo rispose: “O Messaggero io ho compiuto il rito con voi!”. Il Profeta* gli disse: “Ti ho visto venire tardi e oltrepassare le file, disturbando la gente”.
7) Si può cambiare la posizione, se ci si stanca. Disse il Profeta*: “Se ad uno di voi gli sopravviene il sonno e si trova in moschea, deve cambiare il posto dove è seduto”.
8) Prima del rito congregazionale del giùmu‛ah, si può fare qualsiasi nafl (devozione supererogatoria), ma non appena entra l’imām l’unica devozione che può essere compiuta è l’esecuzione del rak’atàyn di saluto alla moschea e deve essere breve.
9) Durante la khùtbah (il sermone) è vietato parlare. Abū Hurayrah ® raccontò che il Profeta* disse: “A chi, mentre l’imām fa il sermone, dice al suo vicino di stare in silenzio, o anche fa solo un suono, o un cenno, per zittirlo, non gli viene ascritto il rito di adorazione del giùmu’ah”.

 

N.° 181

Muhàrram 1435
Novembre 2013

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