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INTERPRETAZIONE

DIVERGENZE NEL MODO DI VEDERE

Un fenomeno che causa preoc-cupazione e perplessità nelle persone che sono profonde nel sapere è l’esistenza di diversità nel modo di vedere la verità tra persone che, pure, possiedono la conoscenza delle sue fonti. In questo scritto vogliamo analizzare il fenomeno e proporre una soluzione al fine di chiarire le idee riguardo a esso alla luce della Parola di Allàh, l’Altissimo, il Sublime Corano, e l’Insegnamento del profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.

Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice con molta chiarezza nel Suo Libro che proprio la conoscenza può essere fonte di divergenze nella lettura di un testo o di un insegnamento. Nella Sura 98 al-Bayyinah [la prova evidente] Allàh dice:
“Nel nome di Allàh il Sommamente Misericordioso il Clementissimo. Quelli della Gente del Libro (àhl al-Kitāb) che hanno tralignato e gli associatori (ad Allàh di falsi dei) non avrebbero mai più avuto la possibilità di uscire dalla loro miscredenza, se non fosse giunta loro la prova evidente: (1) un Apostolo (suscitato) da Allàh, il quale recita loro pagine pure, (2) ove sono testi scritti di sicura provenienza divina.(3) Coloro che avevano ricevuto il Libro non si frantumarono in gruppi, se non dopo che fu giunta la loro prova evidente (della provenienza divina del Corano e della missione profetica di Muhàmmad) (4) e non fu loro ordinato nient’altro che di adorare Allàh, riservando unicamente a Lui il culto, da hunafā‹, di eseguire l’adorazione quotidiana e di pagare al-zakāh! Questa è la religione autentica! (5)”.
La fonte delle divergenze tra color che sanno fu la diversità delle interpretazioni dopo che essi ebbero ricevuto le prove incontrovertibili della verità.
Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice nella sura della Famiglia di Imrān [3]:
È Lui [Allàh] che ti rivela il Libro, del quale alcuni segni, che hanno senso esplicito, sono la Madre del Libro, mentre altri, invece, si prestano a varie interpretazioni. Coloro nei cuori dei quali c’è traviamento seguono ciò che di oscuro c’è in esso [nel Corano] per fomentare controversie, o per interpretarlo, mentre non conosce l’interpretazione di esso se non Allàh, sicché coloro i quali sono profondi nella scienza dicono: “Crediamo in esso! Tutto esso viene da presso il Signore nostro!”. Però (di questa verità) non sono consapevoli, se non i dotati d’intelletto.(7) Signore nostro, non traviare i nostri cuori, dopo averci guidato e donaci una misericordia da presso Te. In verità, Tu sei al-Wahhāb [il Donatore] (8)
In questo brano è sottolineato il fatto che la causa delle divergenze è la diversità di interpretazione derivante dal fatto che la lettura di un testo vene fatta dagli “interpreti” sulla base della personalità di ciascuno, delle loro conoscenze e delle loro esperienze. Le divergenze su determinati temi dipendono da menti diverse e diversità di pensiero.

Una cosa deve essere subito messa in evidenza che ci sono due tipi di conflitto di idee sulla base di interpretazioni diverse. Il primo tipo viene chiamato con un termine tecnico mamdūh il secondo tipo viene designato col termine madhmūm: divergenza accettabile il primo tipo e divergenza inaccettabile il secondo tipo.

Vediamo un esempio di divergenza accettabile. Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, dopo che i Confederati [tra i quali erano presenti i Figli di Israele di Khàybar] ebbero abbandonato l’assedio di Medina, disse ai Compagni: “Adesso andiamo a regolare i conti con i Banu Quraidha [che avevano complottato per favorire il successo dell’assedio] e non si esegua il rito d’adorazione del Pomeriggio, se non dopo essere arrivati alla loro fortezza” [o come disse]. Assentatosi il Profeta, nasce una discussione tra i Compagni, che Allàh si compiaccia di loro. Alcuni ritennero che il rito del Pomeriggio doveva essere eseguito subito, perché sarebbe passato il suo tempo, se si fosse andati ai Banu Quraydha. Dicendo quel che disse solamente per sollecitare l’andata in fretta. Altri dissero che era loro dovere eseguire l’ordine del Profeta, per cui si avviarono verso la fortezza dei Banu Quaydha. Chi dei due aveva ragione? La domanda fu posta al Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, il quale ha sentenziato che nessuno dei due parti aveva sbagliato.

Vediamo a mo’ d’esempio una discus-sione inaccettabile. È inaccettabile la divergenza sorta a proposito del brano coranico seguente, che si trova nella sura 27, la Sura delle formiche:
Egli [Sulàymàn] passò in rassegna gli uccelli e disse: “Sono forse io che non vedo Hùdhud [l’upupa] oppure è tra gli assenti? (20) Certamente, lo castigherò con un severo castigo, o addirittura gli taglierò la gola, se non mi porta una motivazione valida (della sua assenza)!”(21) Si fermò [Hudhud / l’upupa] non lontano e disse: “Io sono a conoscenza di ciò che tu non sai e ti porto da Saba una notizia certa. (22) In verità, io ho trovato una donna che regna su loro, è stata dotata di ogni cosa e ha un trono magnifico. (23) Ho trovato lei e il suo popolo che si prosternano al Sole, invece che ad Allàh e Sciaytān ha fatto apparire loro belle le loro azioni, li ha allontanati dalla via giusta - sicché essi non son ben diretti - (24) facendo in modo che essi non adorino Allàh, il Quale fa uscire alla luce i segreti nei cieli e nella terra e sa ciò che voi tenete nascosto e ciò che voi manifestate. (25) Allàh all’infuori del quale non vi è divinità, il Signore del trono sublime. (26) Disse [Sulàymàn]: “Vedremo se hai detto il vero, oppure se tu sei un mentitore! (27) Va’, con questa mia lettera, e gettala loro! Poi allontanati da essi e vedi che cosa rispondono!”.
Oggetto della divergenza erano le modalità con cui l’Upupa portò la lettera alla Regina di Saba per incarico ricevuto da Sulàymàn (su lui la pace). Chi diceva che l’aveva portata col becco, chi diceva che l’aveva portata con le zampe e chi diceva che l’aveva portata sotto un’ala! È chiaro che si tratta di divergenze inaccettabili, in quanto da esse non deriva nessun beneficio alla Ummah [la Comunità Muhammàdica]. È di costoro che Allàh parla quando dice nella sura della Consultazione // 42// àyah 14 e seg.:
Essi non frantumano l’unità della comunità, se non dopo che è giunta ad essi la scienza, tra loro ingiustamente trattandosi. E se non fosse che in precedenza c’era una parola proveniente dal tuo Signore, che rimanda il giudizio ad un termine prestabilito, certamente, il giudizio sarebbe già stato emesso. E, in verità, coloro che furono fatti eredi del Libro, dopo di essi, sono a proposito di esso in una diffidenza sospettosa.(14) Perciò tu invita a quello (al Corano), comportati con rettitudine come ti è stato ordinato, non seguire le loro invenzioni religiose, ma di’: “Credo in ciò che Allàh ha fatto scendere di Libro!” e “Mi è stato ordinato di esser giusto ed equo (nel giudicare) tra voi. Allàh è il nostro Signore ed è il vostro Signore. A noi le nostre azioni e a voi le vostre. Nessuna prova tra noi e voi. Allàh ci adunerà ed a Lui è il punto di arrivo.(15) Le prove di coloro, i quali polemizzano su Allàh, dopo che a Lui è stata data risposta, sono vane presso il loro Signore; su di loro (scenderà) un’ ira e per loro c’è un severo castigo (16).
E quando dice nella sura della Famiglia di Imràn [3 – àyah 19]:
In verità, la religione presso Allàh è l’Islàm ! Non discordarono, coloro i quali avevano ricevuto il Libro, se non dopo che fu giunta loro la scienza e ciò per astio reciproco! Coloro i quali rifiutano di credere ai Segni di Allàh, (sappiano che), in verità, Allàh è rapido nel fare il conto!(19)
Allàh l’Altissimo dà nella Sura della Consultazione, àyah, 10 l’indicazione di come giudicare in modo giusto in caso di divergenze:
Il giudizio sulle vostre divergenze appartiene ad Allàh. Questo è Allàh, il mio Signore; a Lui io mi affido e a Lui,(facendo riferimento alla Sua legge in ogni mia azione) ritorno.(10)

Non è difficile constatare che certe divergenze di opinione nella Ummah, divergenze che sono causa di polemiche e discordia tra fratelli hanno spesso origine dalla presunzione di avere in tasca la verità, una presunzione egocentrica talmente radicata nell’anima passionale, da impedire di abbandonare la propria posizione anche quando gli viene data la prova dell’erroneità della sua idea, alla luce della Verità. E il peggio emerge prepotentemente quando ognuno cerca ayāt e hadīth che possano essere valido sostegno alla tesi sostenuta.
Da Abdullàh bin Rabā‹ al-Ansāri fu fatto il racconto seguente, riportato dalla tradizione. Un giorno vidi il Profeta, su lui la pace e la benedizione di Allàh, che stava osservando due che discutevano sul significato di un’àyah. Era visibilmente irritato! Si avvicinò ai due e disse: “Sono andati in perdizione quelli che vi hanno preceduto, perché discutevano sul loro Libro e Allàh dice nella sura al-Bàqarah:
“In verità, coloro che celano ciò che Allàh fece scendere del Libro e ne vendono (parti) a prezzo vile, non fanno entrare nei loro ventri altro che fuoco e nel giorno della resurrezione Allàh non rivolgerà loro parola e non li purificherà. Un castigo doloroso li attende.(174) Quelli sono coloro che barattano, dando la guida in cambio dell’errore ed il perdono in cambio del castigo. Come dovranno sopportare il fuoco!(175) Questo perchè Allàh fa scendere il Libro con la verità e, in verità, coloro che non sono d’accordo sul Libro sono, certamente, in profondo disaccordo .(176)”
E nella sura del bestiame [6] dice:
Tu non hai nulla a che fare con coloro che hanno frantumato in sette la loro religione. L’affar loro è presso Allàh ed alla fine Egli li informerà di quello che facevano.(159) Colui che si presenterà con il bene, ne riceverà dieci volte tanto, mentre chi si presenterà con il male, non ne riceverà come ricompensa, se non l’equivalente e (i peccatori) non riceveranno torto.(160)

Alla base delle divergenze inaccettabili c’è un interesse diverso dalla ricerca della verità; c’è l’io che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza, per motivi di amor proprio. Oppure questo avviene per appoggiare una persona simpatca, un familiare, un personaggio del partito in cui si milita e, anche, per essere indicato come sapiente [‛ālim]. Dietro tutto questo c’è l’ignoranza o l’ingiustizia; all’uomo è stato dato il deposito della verità, ma l’uomo, ignorantemente, lo trascura.

Il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, spesso risolveva le questioni su cose di minore importanza, che non incidono sull’assetto del credo e sull’essenza della pratica, dicendo che andava bene fare secondo una tesi e anche secondo l’altra. Esempi: le modalità di esecuzione dell’appello al rito d’adorazione [adhān] oppure il takbīr nel rito d’adorazione delle Festività solenni o dei riti d’adorazione delle eclissi [del sole e della luna]. Queste cose del tutto marginali sono state e sono sovente motivo di divisione e di discordia nella Umma.

Non ci possono essere soluzioni compromissorie quando il parere su una cosa è dato dal Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, o una sentenza del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, riportata da un haddìth mutawàtir, dato che essi hanno valore di intrerpretazione autentica, cioè indiscutibile.

Dice Allàh, rifulga lo splendor della sua Luce, nella Sura del Pellegrinaggio [22] 19-23:
“Questi due sono due gruppi rivali, che contendono intorno al loro Signore! Per coloro che rifiutano di credere sono stati tagliati dei vestiti di fuoco e sopra le loro teste sarà versato hamīm!(19) Ciò che v’è nelle loro pance e le loro pelli per effetto di quanto sopra andranno in liquefazione (20) e ci saranno per essi dei bastoni uncinati di ferro!(21) Tutte le volte che tenteranno di uscire da esso (il fuoco), a causa di sofferenza, vi saranno fatti tornare dentro e sarà detto loro: “Gustate il castigo della distruzione ad opera del fuoco!”. (22) Invece, coloro che credono e fanno le buone azioni saranno introdotti da Allàh in giardini, sotto i cui alberi scorrono i fiumi! In essi si adorneranno di braccialetti d’oro e di perle e i loro vestiti sono seta. (23)”.

Nella sura delle donne [4] àyah 59, con precisione linguistica e chiarezza concettuale, Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, dice:
O voi che credete, obbedite ad Allàh, obbedite all’Apostolo e a coloro di voi che hanno l’autorità (islamica)! Se non siete d’accordo su qualcosa - se siete credenti in Allàh e nell’ultimo giorno - rimettete la decisione ad Allàh e all’Apostolo. Per l’interpretazione questo è meglio e più giusto.(59).

L’Imàm Shāfī’y, l’eponimo della Scuola giuridico-teologica, che da lui prende il nome, disse: “Non ho mai discusso con qualcuno senza pregare perche fosse il mio interlocutore ad avere ragione, temendo che egli, se vede la verità, non lo ammetta, mentre io, se vedo di non avere ragione, so tornare indietro.

Il Musulmano prima di parlare deve riflettere e deve parlare solo se dal parlare deriva un evidente vantaggio, mentre se c’è un dubbio su ciò, deve tacere. Una pregevole caratteristica del Musulmano è quella che egli capisce, intelligentemente, quando è il momento di tacere e quando è il momento di parlare.

Wa l-hàmdu li-llàh


N.° 182

Rabì I° 1435
Gennaio 2014

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