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EDITORIALE

« E NON C’ È VINCITORE, TRANNE ALLAH »
Il motto dei Nasridi, signor di Andalus, l’ultimo baluardo dell’Islàm nella peniola iberica - «Non c’è divinità, tranne Allàh» è presente, oltre che come ricordo, anche come spirito di tutto questo numero del Messaggero, in ogni sua pagina. Si parla, infatti, della posizione dell’Islàm nelle problematiche della Bio-etica nell’articolo «Islàm e bioetica», come nell’articolo «Il morire e la morte». È presente la memoria dell’incontro di Francesco d’Assisi con il Sultano d’Egitto e nell’intervista del nostro Presidente, il dott. Ali Abu Shwaima, sulla storia del Centro Islamico di Milano e Lombardia e dell’importanza della sua presenza ai fini della integrazione nella storia degli ultimi quarant’anni in Lombardia, dal titolo «Quando c’è Giustizia...». Si parla di Cina in relazione al «coronavirus» e alla situazione della minoranza del Sinkiang-Uighur dove è presente una forte minoranza etnico-religiosa; si parla del nome Palestina e della dichiarazione di Erdogan. I Moniti di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, gli Insegnamenti del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, e Perle di sapienza sono le Direttive per dare sostegno alla consapevolezza della nostra appartenenza a un gruppo umano, al quale è stato detto: «««Siete il fior fiore del Creato»»». Non manca «La Ricetta», che è un ricordo della figura femminile chiave del Centro Islamico, la defunta sitti Khadigiah, che Allàh abbia Misericordia di lei, nel Suo Paradiso, e in finale «la vita del Centro», dopo un breve articolo del professore-filosofo Pilato.
Proficua lettura.

N.° 216

Giumada II° 1441
Febbraio 2020

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